Antologia inedita di versi tra le
sbarre in Italia
Por Nicola Vacca

La repressione del regime totalitario di Castro continua a stringere Cuba in una morsa liberticida. Dall’isola caraibica continuano ad arrivare significative testimonianze di intellettuali che si oppongono energicamente al castrismo, pagando di persona la loro avversione alla dittatura comunista che da molti anni impoverisce e umilia un’intera popolazione. Grazie alla determinazione dello scrittore Gordiano Lupi, per la prima volta in lingua italiana arrivano i versi di sette tra i più rappresentativi poeti cubani che hanno sperimentato le atrocità del castrismo. Arriva in libreria , Versi tra le sbarre a cura di William Navarrete (Il foglio edizioni, www.ilfoglioletterario.it, pp.95, € 10,00) nella traduzione di Elisa Montanelli, finirà per fornire al lettore italiano interessanti spunti di riflessione sulle tragiche condizioni di vita in cui versano a Cuba gli oppositori del tiranno barbuto.
Tutti i versi qui presentati sono stati scritti dai rispettivi autori nelle carceri di Castro e rappresentano un’occasione per richiamare l’attenzione della comunità internazionale, che alcune volte fa finta di non vedere che a Cuba si violano perennemente i diritti umani.
William Navarrete, intellettuale anticastrista da anni in esilio, nella prefazione ricorda il giro di vite che il regime dette nel 2003 e che portò all’arresto di numerosi intellettuali, giornalisti indipendenti, scrittori e poeti.<<La primavera del 2003 sarà ricordata nella storia di Cuba come una delle stagioni più nere che l’isola abbia vissuto, in cui la spietata repressione di un regime totalitario, moribondo e obsoleto, contro civili - per l’esattezza contro settantacinque pacifici attivisti per i diritti umani- ha provocato un grande movimento di costernazione e solidarietà in tutto il mondo.Le settantacinque vittime del ferreo totalitarismo castrista furono arrestate, processate per direttissima e condannate ingiustamente a ventotto anni di carcere per il solo delitto di aver pensato liberamente e di aver fondato associazioni o forze pacifiche di opposizione che si battessero, servendosi della sola arma della parola, contro un regime oscuro, vivo da quattro decenni e capeggiato fin dalle origini dallo stesso dittatore>>.
Fra i condannati c’erano molti scrittori e poeti, tra cui i sette che sono presentati in quest’antologia inedita. Poesia esperenziale che racconta gli anni di prigionia tra le squallide mura dei penitenziari cubani, dove uomini coraggiosi non si sono mai piegati. Anche se malnutriti, umiliati , costretti a vivere nell’isolamento più completo, tutti i poeti che leggeremo in questo libro sono riusciti a sopravvivere a mantenere integra la lucidità del pensiero, grazie alla quale hanno raccontato al mondo le atrocità del sanguinario Fidel Castro.
I versi di questi sette uomini straordinari raccontano il dramma quotidiano del popolo cubano che vive, povero e prigioniero, sotto il peso atroce di una dittatura comunista. Ricardo González Alfonso, Regis Iglesias Ramírez, Mario Enrique Mayo Hernández, Jorge Olivera Castillo, Raúl Rivera Castaneda, Omar Mosés Hernández,Manuel Vásquez Portal, sono questi i poeti condannati e maltrattati dalla polizia di Castro perché si sono opposti all’accanimento di un regime nemico della libertà d’espressione e dei diritti umani.
La poesia ha concesso loro la forza di resistere in cella, di non vacillare mai di fronte alle torture subite, perché il mondo deve sapere quello che accade a Cuba a tutti coloro che si oppongono al regime. Così i loro versi sono riusciti a evadere da quella prigione di dolore e a giungere fino a noi, facendoci conoscere la crudeltà di un uomo come Castro
Ricardo González Alfonso, giornalista indipendente arrestato il 18 marzo 2003 e condannato a venti anni di carcere il 4 aprile dello stesso anno per delitto di opinione. Nel 1955 inizia la sua attività di giornalista indipendente. E’ stato vicedirettore dell’agenzia di stampa Cuba Press e dal 1998 è corrispondente da Cuba per l’associazione parigina Reporters Sans Frontières. Nel 2001 ottiene il Premio Internazionale per i Diritti Umani (Tutta gelosia/metà amore/metà odio/un ex responsabile/delle guardie carcerarie./Respinto/convocò nel suo ufficio/l’amata./Le sparò al volto./Il suo odio lo riservava ai condannati).
Regis Iglesias Ramírez, scrittore arrestato durante l’ondata repressiva del 2003, viene condannato a diciotto anni di carcere per delitto di opinione. Membro del Movimento Cristiano di Liberazione è incarcerato nel penitenziario di alta sicurezza di Kilo 8, nella provincia di Camagüey (Poiché il sole ultimamente arriva di malavoglia./Poiché la luna non passa più di qui./Perché ogni minuto continua a essere inutilmente sterile di fronte al tuo ritratto emiplegico, cieco, muto…/Perché i miei polmoni affogano e tu non puoi fare niente/ogni volta che uno di questi tramonti diventa bello:/voglio solo che non ti dimentichi di chiudere la porta, quando esci ).
Mario Enrique Mayo Hernández, avvocato e giornalista indipendente dal 2000. Il 19 marzo 2003 viene arrestato e condannato a venti anni di carcere con l’accusa di aver attentato all’integrità e all’indipendenza dello stato cubano, di aver pubblicato articoli sovversivi e di aver collaborato con l’emittente federale statunitense Radio Martí ( Di quella donna che ora è lontana/ho portato con me i baci e l’altezza,/le dimensioni esatte, i fianchi,/e i suoi più timidi sogni d’amante./Di quella donna mi rapì lo sguardo,/la voce ,l’odore, i gomiti, le anche,/ho portato con me la nudità, e i suoi modi /di essere ogni notte un verso./Con me ci sono la sua pelle e la mela/che vive nei suoi seni. I suoi capelli,/le ginocchia, l’ombelico, il sorriso./Di quella donna ho qui l’impazienza,/di inventare una lucciola in pieno volo/e con la sua luce aprirmi una finestra).
Jorge Olivera Castillo lavora come redattore capo del notiziario nazionale cubano fino al 1991, anno in cui viene espulso per aver cominciato a collaborare con gruppi di dissidenti.Un anno dopo viene arrestato nel tentativo di lasciare clandestinamente l’isola. Nel 1995 fonda l’agenzia di stampa cubana Habana Press, di cui diventerà direttore. Il 18 marzo viene arrestato è condannato a diciotto anni di carcere. Fra i crimini menzionati nell’atto d’accusa c’è anche quello di aver pubblicato articolo sovversivi su giornali americani e spagnoli. Viene internato nella prigione di Chafarinas, nella provincia di Guantánamo e in seguito trasferito ad altra destinazione. Liberato il 6 dicembre 2004 per gravi motivi di salute, riesce ad ottenere il visto per emigrare negli Stati Uniti. Il governo cubano gli impedisce di uscire dal paese (Amplia i suoi registri,/alta la tessitura con impeto./Lo sento fra le sbarre /che qualcuno ha interposto fra le mie ossa e la natura).
Raúl Rivero Castaneda, poeta e giornalista indipendente.Ha pubblicato diversi libri di poesia tradotti soprattutto in francese.Nel 1991 firma la Lettera dei Dieci, una missiva con la quale i dieci intellettuali firmatari richiedono al governo cubano riforme politiche. Da allora è stato vittima della censura castrista e della persecuzione a causa delle sue attività dissidenti.Il 20 marzo 2003 viene arrestato e condannato a venti anni di carcere. Nel 2004 viene liberato grazie a una grande campagna di mobilitazione internazionale.
Dal 1 aprile 2005 vive a Madrid, dove svolge l’attività di editorialista per un importante quotidiano (Emozione evocata./E’ domenica sulla terra/io sono prigioniero/tu, nessuno ti vede/nessuno sa chi sei/dolce, leggera e serena/prigioniera dell’aria ).
Omar Moisés Ruiz Hernàndez, giornalista indipendente e poeta condannato a diciotto anni di carcere duro, attualmente detenuto nel Combinado Provincial di Guantànamo (Tuttavia oggi a Cuba ci sono uomini che soffrono/per aver pensato e parlato in libertà/settantacinque celle oscure li rinchiudono/per aver predicato al mondo con onore la verità).
Manuel Vàsquez Portal, poeta narratore, filologo, giornalista indipendente. Ha pubblicato cinque libri di poesia. Durante la primavera nera di Cuba viene arrestato e condannato a sedici anni di carcere. Nel giugno 2004 a causa del precario stato di saluto ottiene la libertà condizionata. Pochi mesi dopo parte per Miami (Vengo patria, a inventarti,/a non soffrire più per te/perché nasci da un mio abbraccio,/da un amico che parte,/da un figlio che mi aspetta sulla soglia/da un bel verso d’amore/che mi protegge dallo sconforto./Vengo patria, ad abbracciarti/per risorgere insieme a te ).
I poeti presentati in questa antologia dobbiamo leggerli con grande rispetto perché hanno provato sulla propria pelle l’accanimento, l’isolamento, l’oppressione del regime di Castro. Hanno sempre resistito perché consapevoli di essere sostenuti e mai dimenticati da tutti coloro che godono della libertà. Ogni volta che un lettore scorrerà un solo verso di questo libro, scrive William Navarrete, non solo offrirà generosamente un po’ d’ossigeno a chi si trova tuttora nelle prigioni di Cuba, ma farà sì che le sbarre della dittatura tremino e si aprano.
Nicola Vacca